Lundi 16 janvier 2012 1 16 /01 /Jan /2012 12:14

 

Diventare una donna Bondo

 

      Renata décembre 2011 205

 

L’incontro con le donne Bondo avvenuto durante il mio primo viaggio a Masanga nel settembre 2010 mi aveva lasciato un profondo segno…il desiderio di reincontrarle e di accettare quel loro invito a diventare una Bondo. Intuivo una forza, un coinvolgimento, un riconoscimento  e una gioia di condividere che mi ha riportata a Masanga insieme a Janny per partecipare alla terza cerimonia Bondo “new style”  promossa con il sostegno dell’Associazione MEA ma soprattutto sostenuta e voluta fortemente da Ya Ramatu Fornah e da Michèle, due donne Bondo speciali e meravigliose.Renata-decembre-2011-129.jpg

 

L’arrivo a Masanga questa volta è stato emozionante perché la familiarità nel riabbracciare le donne e le bambine già conosciute e rivedere questi luoghi mi ha fatto godere come una bimba ad una festa di compleanno, dell’atmosfera di gioia e di festa che c’era in tutto il villaggio.

Domenica sera è arrivata ed io mi avvicinavo al momento in cui mi sarei dovuto affidare, lasciare andare totalmente ed entrare nel loro mondo. Per me una Poto occidentale senza alcun genere di esperienza simile a questa era davvero fare un salto in una nuova dimensione.

Michèle ha illustrato i vari momenti della settimana di preparazione alla cerimonia così vorrei condividere la parte emozionale che ho vissuto nel trascorrere per 7 giorni consecutivi e 24 ore su 24 con donne e bambine  che parlavano una lingua a me sconosciuta.

La prima notte dopo essere entrata per prima nella casa Bondo l’ho trascorsa in una piccola stanza buia circondata da donne e bambine cercando di dormire mentre all’esterno le Sampa suonavano i loro tamburi e cantavano all’infinito, come dei mantra, i canti Bondo. Ed ecco le  mie paure farsi avanti: senso di claustrofobia, bisogno di spazio, di aria, mi sentivo imprigionata, costretta a restare in uno spazio per me troppo piccolo…ma non si torna indietro. Ascoltavo la musica che proveniva dall’esterno ed osservavo nell’oscurità questa moltitudine di donne e bambine rannicchiare a terra una  sull’altra che dormivano.

 

Pur nella difficoltà di non conoscere la loro lingua il Temene, queste donne meravigliose si prendevano cura di me come facevano con le bambine cercando di insegnarmi tutta la loro tradizione ma comprendendo la mia diversità, facendosi carico di molte piccole attenzioni per facilitarmi l’esperienza, ma anche mettendomi alla prova e sollecitandomi con energia nel partecipare ai loro canti e alle loro danze.

La relazione con queste donne incredibili è stata intensa e profonda toccando tante emozioni dai colori e sfumature diverse: dalla frustrazione che provavo quando non capivo quello che mi dicevano o alle loro continue richieste di ripetere una  canzone o un passo di danza  e mi sentivo proprio come una bambina costretta a subire l’autorità della maestra. Poi però arrivava la gioia e soddisfazione nel riuscire a ballare e cantare a ritmo e insieme sentendomi a mio agio con le sonorità di questa nuova lingua.

MEA-decembre-2011-012.jpgA volte mi sentivo come un piccolo animaletto da zoo, oggetto della loro curiosità  che inevitabilmente la mia presenza di Potò (nome per definire i bianchi) provocava. Ecco che un susseguirsi di donne, giovani e meno giovani, bambine e ragazzine venivano a trovarci dal villaggio e si stavano li tranquillamente ad osservare, studiare, scrutare quello che facevo e soprattutto come lo facevo. Il bello di questo è che tutto avveniva senza alcun senso di imbarazzo da ambo le parti. Tutto era diretto, semplice, manifesto e quindi naturale e spontaneo.

 

 

 

 

Ricordo il piacere delle giovani donne che conoscendo l’inglese con perseveranza mi spiegavano il significato dei loro canti e me li facevano ripetere fino a che non riuscivo nell’obiettivo.

Ricordo con infinito e profondo senso di pienezza e libertà i miei tentativi di imitare le movenze del bacino, del dorso e del ritmo del battito delle mani che le bambine instancabilmente con gioia e allegria mi coinvolgevano in questo gioco fatto di danze e canti.

A volte mi riscoprivo ad osservare queste donne prendersi cura di queste bambine, coprirle il capo, lavarle, o mentre le spalmavano il corpo di crema (vasellina), o mentre le preparavano per la notte, o quando accendevano i fuochi la mattina nel bosco…il tutto con una gestualità semplice, essenziale e la stessa gestualità la trovavo nelle piccole donne bambine di 7/8 anni che si prendevano cura delle più piccole, con la stessa naturalezza e spontaneità…. Mi affioravano i racconti di mia mamma e delle nonne, della loro storia ed infanzia e… sentivo così chiara dentro di me la sensazione di appartenenza a questo mondo che scorreva con il ritmo della natura, dell’energia della terra, della luce, del giorno e della notte e così la nostra presenza seguiva questo movimento.

 

Mi soffermavo a volte ad osservare queste forti donne, le Sampa e le Sowé che insieme a Ya Ramatu Fornah conducevano i vari momenti e rituali dell’iniziazione che avrebbe permesso a 58 bambine e due Poto il passaggio e l’ingresso nel clan della donne Bondo senza subire il rituale della mutilazione e questo mi commuoveva profondamente.

 

Renata décembre 2011 081-copie-1

 

 

Lo sguardo intenso di Ya Ramatu e la sua testimonianza, la sua presenza, la sua forza e profonda onestà così chiara, vera e profonda cha va al di la di qualsiasi parola detta o scritta mi fa provare una gran senso di gratitudine per avermi accolta e donato questo  incontro e l’abbraccio con le donne Bondo.  Sono Chèma Ruko! Fino!!!! Bondo, fino!!!

 

 

Par Michèle M. - Publié dans : Mutilazione bambine
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Jeudi 12 janvier 2012 4 12 /01 /Jan /2012 10:37

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Eccoci abbiamo organizzato e finanziato la 3 cerimonia delle Donne Bondos SENZA la pratica dell'escissione (mutilazione). Preserviamo così una tradizione ancestrale costituita da danze, canti e da insegnamenti sotto forma di gioco-teatrale. L’aspetto interessante è che tutto sia fatto come da tradizione salvo che per la pratica dell'escissione.  L'atmosfera di questo raggruppamento di donne è molto potente, intensa ed un poco ipnotica.  Dopo una settimana si ha voglia di restare.

 

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Nel dicembre 2011 sono partita per Masanga con Renata e Janny. Avevano voglia di ‘assaporare’  la cerimonia Bondo, non soltanto da lontano ma avevano il desiderio di partecipare pienamente, di farne un’esperienza di vita. Credo che siano felici di ciò che hanno vissuto. Spero che ci mandino le loro impressioni.

  

  

  

  

  

  

Questo nuovo tipo di cerimonia dura una settimana al posto di due o tre perché non c'è bisogno di aspettare la cicatrizzazione delle bambine. La sera della vigilia (del primo giorno) tutti danzano con le Sampas, le Sowés (coloro che praticavano la mutilazione) che non praticano più l’escissione, le bambine e le loro famiglie.

 

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A notte fonda le donne e le bambine si recano in corteo davanti alla casa Bondo. Al suono dei tamtams le bambine entreranno all'interno della casa, una dopo l'altra, attraversando un ‘tunnel’ di donne che cantano a squarciagola. Non si torna più indietro !!!

       

Le Sowés spalmano ogni nuova bambina di gesso bianco prima che possano trovare un posto per dormire per terra su una stuoia.  La mattina all'alba si recano tutte nella foresta (di palme). In questa stagione fa fresco e allora ci si copre con ciò che si trova e si accende il fuoco per riscaldarsi. Capita talvolta, malgrado il freddo, che si vada al fiume o nelle paludi per impregnarsi della natura, per lasciare che il proprio corpo nudo ritorni in contatto con l'acqua. 

 

 

     

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Contrariamente alla vita di tutti i giorni qui si mangia tre volte per giorno. La mattina alcune mamme portano delle pappe o le donne del villaggio approfittano per vendere dei piccoli preparati locali a base di manioca, piselli o di farina bianca.  A mezzogiorno e alla sera abbiamo assunto delle cuoche che preparano i pasti utilizzando delle enormi casseruole. Il piatto consiste in: riso in bianco condito con le salse a base di foglie di manioca, o di foglie di patate o di zucche, di concentrato di pomodoro, peperoncino, cipolle e cubetti di dado Maggi, il tutto  con l’aggiunta di piccoli pezzi di pesce essiccato che fa si che ogni alimento ha quasi lo stesso gusto.  

 

   

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Le danze sono travolgenti e questa  volta le mie amiche hanno avuto il privilegio di un vero abito, cappello incluso. Si impara a muovere il corpo, soprattutto al livello della colonna vertebrale, delle spalle e del bacino. Ciò che sembra talmente facile per loro lo è molto meno per noi. Si vedono subito i nostri blocchi sia quelli fisici che quelli psicologici. Tra loro non c’è alcun disagio, si è lì ed è tutto perfetto. I canti tradizionali si susseguono così come ogni altro tipo di attività che vi lascio scoprire nelle immagini seguenti. 

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Quest’anno le Sowés di Magburaka sono venute con le loro piccole Sampas che portano un foulard rosso sul capo e hanno danzato come delle regine. Per diventare Sampa occorro diversi anni di insegnamento rigoroso.

 

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Nessuno sfugge alla seduta di purificazione che comincia con i canti sacri. Un liquido fatto di foglie medicinali e una ricetta segreta preparata dalle Sowes. 

 

 

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L'ultimo giorno tutte di bianco vestite fanno il giro del villaggio cantando ed avvisando le famiglie che presto ciascuna bambina ritornerà a casa. La festa comincia ed anche il demone partecipa alla festa!

 

 

Si ritorna nella boscaglia per lavarsi e diventare delle principesse coi vestiti tutti nuovi comprese scarpe e gioielli.

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Finanziare sempre più cerimonie di questo genere mi sembra il mezzo più interessante per cambiare le abitudini perché mi sembra che l'escissione sia diventata più un'abitudine che una tradizione. Ad ogni occasione ricordo alle  Sowés (exciseuses) che il giorno in cui in Sierra Leone passerà la legge che vieterà l'escissione, le donne che seguono il mio progetto non perderanno nulla ma al contrario quelle che continuano a praticarla perderanno la loro tradizione, il loro statuto, il loro mezzo di sostentamento e la libertà perché si ritroveranno in prigione.

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Vi ringrazio infinitamente per le vostre donazioni e la vostra partecipazione a questo programma, Michèle.

 

Par Michèle M. - Publié dans : Mutilazione bambine
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Mercredi 23 novembre 2011 3 23 /11 /Nov /2011 11:23
Septembre-2010-b1-001.jpgI mille “incontri” con l’Africa…..
 
Ho incontrato Mìchèle nel marzo del 2007 in Spagna, entrambe partecipavamo ad un seminario e proprio in questa occasione Michèle ha raccontato della sua esperienza in Africa e dell’incontro con Masanga e del suo progetto: creare una scuola materna per quelle bambine i cui genitori si impegnavano a non praticare l’infibulazione alle loro figlie…una proposta alternativa e concreta alla mutilazione del clitoride ancora praticata in molti luoghi.
 
Arrivee.JPGE’ stato per me naturale e immediato il desiderio di aiutare Michèle in questo progetto ed ho accettato di adottare a distanza una piccola bimba, Fatima. Ma da quel momento è nato in me forte e insistente il desiderio di conoscere da vicino questa realtà, un’attrazione, un richiamo profondo al quale non ho potuto resistere. Finalmente quest’anno sono riuscita ad organizzare le mie ferie lavorative per accompagnare Michèle a Masanga per l’inizio del nuovo anno scolastico.
 
Non sapevo esattamente che cosa aspettarmi e che cosa avrei fatto ma avevo una profonda sensazione che da questo viaggio sarei tornata arricchita e avrei ricevuto molto di più di quello che sarei stata in grado di dare. Così è stato.     Octobre 2010 316
L’incontro con Michèle all’aeroporto di Bruxelles il 10 settembre scorso è stato gioioso e pieno di entusiasmo, entrambe avevamo tanta energia da spendere in questa, per me nuova, avventura. L’arrivo a Masanga ancora adesso non riesco a descriverlo…ho solo il ricordo profondo della commozione che ho provato nel vedere la gente ma soprattutto le donne, le mamme, le  bambine e i bambini acclamare Michèle, una donna bianca Bondo di ritorno a Masanga, cantando  e accompagnandosi con il battito ritmico delle mani e dei “djembe” (strumento a percussione africano), danzando intorno a lei e con lei, sorridendo e creando un’incredibile onda di energia che proveniva dalla terra rossa dell’Africa e si espandeva nell’aria, nei colori intensi di questo territorio.
 
Mi sono lasciata coinvolgere e avvolgere dalle meravigliose donne che mi abbracciavano e dai mille bambini che cercavano prima timidamente, poi sempre più curiosi un contatto, è stato come entrare nel mare per lasciarsi portare dalla corrente e dal flusso e riflusso delle onde….un incontro magico con la gente di Masanga.
 
Octobre-2010-378.jpgFin dal primo giorno tutto si è svolto con strema semplicità ma con grande intensità. Michèle si è dedicata senza risparmiarsi ad incontrare tutti i genitori e bambini iscritti al suo programma… Non ci si può immaginare il lavoro che richiede l’organizzare e il rispondere ai bisogni di chi non ha quasi nulla per poter dare un’occasione, una possibilità per un cambiamento positivo a quelle bambine e bambini che saranno gli adulti del prossimo futuro.
Il mio incontro è stato soprattutto con le bambine della scuola materna di Michèle. E’ con difficoltà perché non trovo le parole, che posso dire quanto prezioso e speciale sia stato questo incontro. Poter stare a contatto con loro regalando il mio tempo, osservare i loro giochi, le loro conquiste…anche le loro difficoltà, le paure e lasciare che la comunicazione avvenisse naturalmente al di la di una lingua per me incomprensibile come il temene, ma fatta di canzoncine, di balli, di giochi, di abbracci, di sguardi, di sorrisi e di piccoli gesti, di attenzione, tutto questo riempiva interamente le mie giornate lasciandomi una sensazione di pienezza e armonia dove “tutto” veramente “tutto va bene”. Molto prezioso è stato anche il confronto e l’incontro con le maestre della scuola di Michèle. Quest’anno è stata inaugurata anche la classe della prima elementare. Sedici piccole meraviglie che avevano già frequentato la scuola di Michèle ora hanno iniziato la 1 elementare.
 Octobre 2010 236L’attenzione per la scuola e i programmi didattici sono ancora molto carenti e poveri in questo paese e Michèle con il suo progetto può realmente essere, anche per queste maestre, un’occasione per migliorare, per crescere professionalmente, per acquisire nuove conoscenze e sperimentarle con le piccole e i piccoli allievi. Nelle poche settimane che ho trascorso con loro è stato molto bello vedere che anche le maestre si sono messe in gioco e insieme ci siamo confrontate,       scambiate opinioni e suggerimenti didattici per creare l’ambiente e l’atmosfera più favorevole per accogliere,  stimolare incoraggiare la crescita e l’apprendimento di queste 64 piccole meravigliose creature.  
 
Huile-de-palme-2010-040--1-.jpg
 
L’incontro con la gente di Masanga e dei villaggi vicini è stato emozionante. La loro povertà non riusciva a coprire l’intensità dei loro sguardi diretti e profondi, la loro capacità di gioire nella speranza di un aiuto e di accoglierti con sincera allegria tra i canti e le danze.
 
 
   
      Octobre-2010-389.jpg
L’incontro con la natura dell’Africa è stato molto forte. I colori, dal verde inteso delle       piantagioni di riso e delle palme, al rosso della terra, dall’oscurità della notte alle mille tonalità di giallo, viola, rosa, blu, verde, rosso, arancio dei vestiti tradizionali,  gli odori, il suono della pioggia, il canto incessante di uccellini, cicale e grilli, il suono dell’oceano, lo scorrere silenzioso dei fiumi, hanno accompagnato la mia breve permanenza lasciandomi un ricordo intenso e profondo. Sono trascorsi molti mesi ma ogni singolo incontro in questo viaggio ha lasciato in me una traccia a volte invisibile ma assolutamente indelebile e profonda che mi fa sentire parte di un incredibile e misterioso viaggio che è  la VITA. Sono infinitamente grata e felice di aver conosciuto Michèle e della grande occasione che mi ha regalato.
  
Renata, Maggio 2011
 
 
Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Vendredi 18 novembre 2011 5 18 /11 /Nov /2011 14:41

Alla richiesta dell'associazione Masanga Educazione Assistenza, ho accettato di trascorrere due settimane a Masanga, Sierra Leone, per fare un servizio fotografico, agli inizi settembre nel periodo della riapertura delle scuole, sui 250 bambini che l'ONG ha in carico per garantirgli tutte le spese per la loro educazione.

Sia per le 64 bambine delle quattro classi della scuola materna di Masanga gestita direttamente da MEA, sia per le bambine che frequentano le scuole vicine, i genitori e le autorità locali si sono impegnati a non praticare più la mutilazione in cambio dell'educazione gratuita.

 

Prima sorpresa, piuttosto sgradevole:  il visto rilasciato dal Consolato a Ginevra non è valido,  vecchio formato…discussioni, chiacchiere, rifiuto di pagare un nuovo visto, ecc….Alla fine ci è stato rilasciato un visto provvisorio.

006-Le-portage.jpgSeconda sorpresa ma piacevole:  l'aeroporto di Freetown si trova su un'isola, ed per raggiungere il continente occorre prendere una piccola barca veloce.  Con la bassa marea, la barca non può accedere al pontile ed i passeggeri ed i bagagli sono trasbordati a braccia o sulle spalle da portantini.

Il tragitto dura circa 30 minuti.

La città di Freetown non presenta nessuno interesse. È sporca e rumorosa, automobili e moto suonano il clacson  senza arresto. Le vie, un tempo asfaltate, sono ora piene di buche, guidare è difficile, addirittura impossibile la notte. Il denaro viene cambiato per strada a nero:  così molto  rapidamente diventiamo milionari in valuta locale.

Sono necessarie dalle quattro alle cinque ore per attraversare Freetown ed effettuare i 180 km di tragitto fino a Masanga su una buona strada, salvo per i 25 ultimi km che sono una pista in sterrato. Il paesaggio è dovunque lo stesso:  palme, erbe alte, cespugli, colture di riso.

 030-Accueil-a-Massanga.jpg

Che accoglienza nei villaggi e così a Masanga! Le donne ed i bambini  si fermano davanti all'automobile, cantando, danzando, baciando tutti. È festa! Che atmosfera! Siamo scortati fino alla foresteria del parco MEA.

Simpatico il centro:  le costruzioni sono nel mezzo di un vecchio palmeto e fortunatamente, c'è dell'ombra, perché fa caldo al sole ed il tasso di umidità è del 100%. Piove, con dei rovesci tropicali violenti, tutti i giorni;  l'acqua del cielo è più calda di quella del pozzo e la doccia sotto la grondaia è una delizia.

Giornata preparatoria coi genitori, soprattutto le mamme ed i bambini;  discorso, applausi, canzoni, danze, discussioni in un gioioso brusio. Alla fine sono stabiliti gli elenchi per ogni classe e distribuite le uniformi.477-Accueil-du-matin.jpg

 

Il giorno della riapertura delle scuole, le mamme portano del legno per fare il fuoco in cucina.

In classe, le bambine tutte con una pettinatura differente, sono molto tranquille ed obbedienti, non turbolenti né troppo vivaci e lo stesso alla ricreazione e durante il pranzo.

I volontari mangiano come gli alunni:  riso...riso, salsa di pesce essiccato e foglie di manioca. Praticamente non c’è varietà. È faticoso per i nostri palati da occidentali.

Masanga è un grosso villaggio molto povero con un ospedale, un vecchio lebbrosario, senza elettricità, solo con alcuni gruppi elettrogeni, non c’è  acqua corrente ma solo dei pozzi;  le case tradizionali di un tempo con una struttura in legno, i muri in argilla ed il tetto in paglia sono state quasi del tutto sostituite da quelle fatte con i più comuni blocchi di cemento e di tetti in lamiera;  Le cucine sono all'esterno della casa a livello del suolo, le casseruole in equilibrio su tre pietre ed un fuoco alimentato a legna.

Photos-PLL--6-104.jpg

Ho visitato in moto nove dei villaggi vicini tra cui Rogbeshe;  che belle le danze!...salvo quando ci si bagna sotto la pioggia torrenziale. Tutti questi villaggi hanno mantenuto un aspetto più tradizionale rispetto a  Masanga.  L'accoglienza è dovunque la stessa, calorosa ed esuberante. Per prima cosa, andiamo a salutare il capo villaggio ed l’insegnante. Poi, raggruppiamo i bambini e i loro genitori per le foto.  Bisogna fare attenzione e prendere nota per non confondesi,  ci sono molti nomi identici. Per fare sorridere i bambini, un po’ di mimica  che funziona quasi sempre.

 

Questa gente non possiede quasi niente ma tutti esprimono gran cortesia e calore.

Un soggiorno fantastico ed un'esperienza nuova. Perché non tornarci se l'opportunità si presenta?

 

Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Vendredi 18 novembre 2011 5 18 /11 /Nov /2011 13:57

 

Ciao a tutti, ho trascorso tutto il mese di settembre a Masanga ma questa volta sotto una fitta pioggia e con un tasso del 100% di umidità.

 

La jeep che c'è stata donata  da “Gaznat à Aigle” è finalmente arrivata a destinazione, (non era stata imbarcata sulla nave prevista, ci sono stati problemi di ormeggio e una “lotta”  per poterla portar fuori dal porto.) Per farla breve: ho potuto approfittarne soltanto per l'ultima settimana del mio soggiorno che non è stato per nulla semplice.  Nell’attesa ho dovuto prendere dei  taxi locali per i miei spostamenti urgenti. Quando dico taxi intendo 4 ruote che girano vibrando in tutti i sensi sotto una carrozzeria che sembrava più un “colapasta” e soprattutto un tubo di scappamento che mandava i suoi gas nell'abitacolo. Risultato delle corse, i miei polmoni non hanno gradito tutto ciò e sono ritornata  a casa completamente esausta.

 

 

       028-Accueil-a-Massanga.jpgSowes--18-.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Per la prima volta abbiamo due super volontari che vengono dalla Danimarca. Soren, gestisce il programma, la scuola e la formazione continua delle insegnanti locali. Jacob invece si occupa 384di  costruire una casa per le cerimonie Bondos e del sito MEA.  Abbiamo organizzato la riapertura delle scuole: della nostra scuola materna, dei bambini della scuola primaria e di quelli della scuola secondaria. Ad oggi abbiamo un totale di 270 alunni di cui 225 sono ragazze che sono sfuggite alla mutilazione. Altre 5 si aggiungeranno alla cerimonia in dicembre e circa 60 sono in  attesa nel villaggio di Rogbeshe. E ancora, se trovassi abbastanza persone disposte a lavorare sul posto potremo accettate l'iscrizione di 1000 ragazze un domani….

 

 

Otto “exciseuses” (mutilatrici) di Magburaka, capoluogo del distretto, sono venute con le loro figlie  e altre piccole bambine affinché le inserissimo nel nostro programma contro escissione genitale. Questo fatto è grandioso! Mi sono affrettata a dire Sì naturalmente.

 

In dicembre organizzeremo la terza cerimonia Bondo, SENZA la pratica dell’escissione genitale, con 60 ragazze. Marie Kamara, una esperta collaboratrice dell'OMS ritornata al suo paese la Sierra Leone, ci aiuta sul posto.

 

Quest’anno sono partita con un amico, Pierre-Louis che ha fatto e registrato tutte le foto dei bambini e bambine per mandarle ai padrini e madrine. Un enorme lavoro che ha fatto in modo superbo e che mi ha alleggerito molto. Ha scritto un simpatico riassunto sul suo viaggio che vi allego alla fine del testo.

 

 

 

Una piccola storia per finire questo breve racconto:

 

Nel 2007 è nata Marion. Era così piccola che non pensavamo potesse vivere. Sua mamma è stata una dei nostri primi alunni. Gli ho dato una mia coperta morbida per tenere la sua bambina bene al caldo e le ho consigliato di attaccarla al seno il più possibile. L’anno seguente ho ritrovato questa piccola neonata in piena forma ma la mamma è Limba, fa parte di un  clan che pratica la mutilazione alle bambine. Le ho detto di non farlo, che avrei preso Marion nel programma ma la mamma ha rifiutato. Ogni anno andavo a trovarla e quest’anno… ho vinto! Mamma e bimba sono venute a trovarmi. Marion è così bella coi suoi grandi occhi intelligenti ed ha cominciato il primo anno nella nostra scuola materna.  OUF! Basta soltanto questo per darmi il coraggio di continuare.

 

 Marion Koroma B2 (2)

 

 

Tutta la mia riconoscenza a voi tutti ed ancora un grande grazie perché senza di voi questo programma non esisterebbe.

 

Michèle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Dimanche 17 juillet 2011 7 17 /07 /Juil /2011 18:50

I mille “incontri” con l’Africa…..

 

Ho incontrato Mìchèle nel marzo del 2007 in Spagna, entrambe partecipavamo ad un seminario e proprio in questa occasione Michèle ha raccontato della sua esperienza in Africa e dell’incontro con Masanga e del suo progetto: creare una scuola materna per quelle bambine i cui genitori si impegnavano a non praticare l’infibulazione alle loro figlie…una proposta alternativa e concreta alla mutilazione del clitoride ancora praticata in molti luoghi.

E’ stato per me naturale e immediato il desiderio di aiutare Michèle in questo progetto ed ho accettato di adottare a distanza una piccola bimba, Fatima. Ma da quel momento è nato in me forte e insistente il desiderio di conoscere da vicino questa realtà, un’attrazione, un richiamo profondo al quale non ho potuto resistere. Finalmente quest’anno sono riuscita ad organizzare le mie ferie lavorative per accompagnare Michèle a Masanga per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Non sapevo esattamente che cosa aspettarmi e che cosa avrei fatto ma avevo una profonda sensazione che da questo viaggio sarei tornata arricchita e avrei ricevuto molto di più di quello che sarei stata in grado di dare. Così è stato.

 

L’incontro con Michèle all’aeroporto di Bruxelles il 10 settembre scorso è stato gioioso e pieno di entusiasmo, entrambe avevamo tanta energia da spendere in questa, per me nuova, avventura.

DSCN0723L’arrivo a Masanga ancora adesso non riesco a descriverlo…ho solo il ricordo profondo della commozione che ho provato nel vedere la gente ma soprattutto le donne, le mamme, le  bambine e i bambini acclamare Michèle, una donna bianca Bondo di ritorno a Masanga, cantando  e accompagnandosi con il battito ritmico delle mani e dei “djembe” (strumento a percussione africano), danzando intorno a lei e con lei, sorridendo e creando un’incredibile onda di energia che proveniva dalla terra rossa dell’Africa e si espandeva nell’aria, nei colori intensi di questo territorio.

Mi sono lasciata coinvolgere e avvolgere dalle meravigliose donne che mi abbracciavano e dai mille bambini che cercavano prima timidamente, poi sempre più curiosi un contatto, è stato come entrare nel mare per lasciarsi portare dalla corrente e dal flusso e riflusso delle onde….un incontro magico con la gente di Masanga

Fin dal primo giorno tutto si è svolto con estrema semplicità ma con grande intensità. Michèle si è dedicata senza risparmiarsi ad incontrare tutti i genitori e bambini iscritti al suo programma…non ci si può immaginare il lavoro che richiede l’organizzare e il rispondere ai bisogni di chi non ha quasi nulla per poter dare un’occasione, una possibilità per un cambiamento positivo a quelle bambine e bambini che saranno gli adulti del prossimo futuro.

 

Il mio incontro è stato soprattutto con le bambine della scuola materna di Michèle. Immagine-108.JPG

E’ con difficoltà perché non trovo le parole, che posso dire quanto prezioso e speciale sia stato questo incontro. Poter stare a contatto con loro regalando il mio tempo, osservare i loro giochi, le loro conquiste…anche le loro difficoltà, le paure e lasciare che la comunicazione avvenisse naturalmente al di la di una lingua per me incomprensibile come il temene, ma fatta di canzoncine, di balli, di giochi, di abbracci, di sguardi, di sorrisi e di piccoli gesti, di attenzione, tutto questo riempiva interamente le mie giornate lasciandomi una sensazione di pienezza e armonia dove “tutto” veramente “tutto va bene”.

 

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Molto prezioso è stato anche il confronto con le maestre della scuola di Michèle. Quest’anno è stata inaugurata anche la classe della 1 elementare. Sedici piccole meraviglie che avevano già frequentato la scuola

materna di Michèle ora hanno iniziato la 1 elementare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

attenzione per la scuola e i programmi didattici sono ancora molto carenti e poveri in questo paese e Michèle con il suo progetto può realmente essere, anche per queste maestre, un’occasione per migliorare, per crescere professionalmente, per acquisire nuove conoscenze e sperimentarle con le piccole e i piccoli allievi. Nelle poche settimane che ho trascorso con loro è stato molto bello vedere che anche le maestre si sono messe in gioco e insieme ci siamo confrontate, scambiate opinioni e suggerimenti didattici per creare l’ambiente e l’atmosfera più favorevole per accogliere,  stimolare incoraggiare la crescita e l’apprendimento di queste 64 piccole meravigliose creature.  

L’incontro con la gente di Masanga e dei villaggi vicini è stato emozionante. La loro povertà non riusciva a coprire l’intensità dei loro sguardi diretti e profondi, la loro capacità di gioire nella speranza di un aiuto e di accoglierti con sincera allegria tra i canti e le danze.

 

L’incontro con la natura dell’Africa è stato molto forte. I colori, dal verde inteso delle piantagioni di riso e delle palme, al rosso della terra, dall’oscurità della notte alle mille tonalità di giallo, viola, rosa, blu, verde, rosso, arancio dei vestiti tradizionali,  gli odori, il suono della pioggia, il canto incessante di uccellini, cicale e grilli, il suono dell’oceano, lo scorrere silenzioso dei fiumi, hanno accompagnato la mia breve permanenza lasciandomi un ricordo intenso e profondo.  

masanga-sett-2010-059.JPG


Sono trascorsi molti mesi ma ogni singolo incontro in questo viaggio ha lasciato in me una traccia a volte invisibile ma assolutamente indelebile e profonda che mi fa sentire parte di un incredibile e misterioso viaggio che è la VITA. Sono infinitamente grata e felice di aver conosciuto Michèle e della grande occasione che mi ha regalato.

 

Renata, Maggio 2011

 

Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Mardi 8 mars 2011 2 08 /03 /Mars /2011 13:37

Eleves-de-Rogbeshe.jpg

 

 

Il giorno dell'iscrizione delle ragazze a questa seconda cerimonia femminile Bondos, Ya Ramatu Fornah dimostra di essere molto orgogliosa di essere stata la prima donna della Sierra Leone ad essersi riconvertita. In qualità di madrina del nostro programma si sente ancor più rispettata di quando praticava le escissioni. Ora controlla regolarmente tutte le ragazze, e verifica che le condizioni di ammissione al nostro programma siano rispettate.

 


  

Purification-002.jpg

  

Non avevo programmato di tornare a Masanga all'inizio di quest'anno, ma ho sentito che era importante che fossi presente a questa seconda cerimonia Bondos senza la pratica della mutilazione genitale.

Le donne si sono messe a ballare quando hanno saputo che sarei arrivata.  

  

A questa cerimonia hanno partecipato 61 bambine non solo da Masanga ma provenienti anche dai villaggi di Rowalla, Rogbeshe, Mapeythor, Matam, Mabereh, Malongba, Rogbomline e Mabuninah Makarr.

  

  

  

Ormai tutti hanno fiducia in questo tipo di cerimonia che ho chiamato “new bondo style ceremony”. Ora le bambine e le madri sono più convinte, più rilassate e si sono permesse di vivere un grande emozionante momento tutte insieme.

Una cosa incredibile, nessuna Sowe (donne che praticano l'escissione) e nessuna madre aveva portato una canna per colpire le ragazze come da tradizione, e senza bisogno che io lo chiedessi. Cominciano a conoscermi, e a riconoscere il lavoro che stiamo facendo. Questo mi ha reso molto felice.

Dati i problemi che abbiamo avuto lo scorso anno per il pernottamento di tutte queste bambine (avevamo fatto dormire le ragazze nella nostra scuola), stavolta abbiamo affittato una casa nel villaggio.

 

 


Purification-090.jpg

  

  

  

Sono andata ogni giorno a trovarle per partecipare ai loro riti di purificazione a base di erbe medicinali, nuovi canti e danze. Fondamentalmente si parla della vita della donna, del suo corpo e del suo rapporto con gli uomini e la famiglia.

  

Anche se tutto è fatto in temene, la lingua della loro regione che ancora non comprendo, era tutto molto potente ed emozionante. C'era tanta gioia e complicità tra queste donne che mi faceva sentire particolarmente bene.

Devo dire che mi sento molto meglio senza avere vicino gli uomini del villaggio, e che per questo li frequento il meno possibile.

  

  

  

  

 

 

   

Purification-145.jpg

 

Il momento di emozione più intenso che ho vissuto è stato il primo giorno, quando ho visto tutte queste ragazze nella boscaglia, sedute per terra tutte correttamente allineate e ricoperte di gesso bianco. Mi sono resa conto che secondo la loro tradizione sarebbero dovute essere state giá tutte escisse e che invece oggi, NIENTE, sono tutte intatte.

Avevo le lacrime che scendevano da sole dagli occhi.













Bondo 2011 161

 

 

 

Abbiamo ricevuto visite da molte Sowe perché molte di loro hanno iscritto le loro figlie nel nostro programma: l’educazione e non l’escissione.

All'inizio ero molto sorpresa, ma devo dire che rispettano correttamente gli accordi. Sanno che le ragazze possono essere controllate in qualsiasi momento.

Poiché le Sowe sono molto influenti e rispettate nei loro villaggi, sono sicura che sempre più madri le seguiranno.

 

 

 

 

Il nostro programma funziona davvero bene, eppure nel paese nessuna organizzazione sembra crederci.

Abbiamo avuto la visita di Marie Kamara, una donna magnifica che ha lavorato per molti anni presso l'OMS. Al momento del pensionamento è tornata nel suo paese. Come tutte le donne del suo paese è stata escissa molto giovane, e cosi facendo parte della Società Bondo, ha potuto frequentare la nostra cerimonia, e questo le ha permesso di testimoniare che quello che facciamo é efficace, funziona!

 


Bondo-2011-131.jpg

 

 

La direttrice di una piccola organizzazione di Freetown ci ha raggiunti. E' tornata a casa con un sacco di foto e filmati. Dice che le piacerebbe lavorare con noi, ma io trovo il suo modo di rapportarsi con le donne troppo aggressivo.

Sono riuscita a costruire questo programma investendo molto sul rispetto e sulla dolcezza, portando avanti proposte concrete e senza giudicare e condannare le loro pratiche tradizionali.

Non vorrei che tutto il lavoro che ho pazientemente portato avanti in questi anni possa essere compromesso da comportamenti diversi da quelli che ho finora attuato.


 

Bondo-2011-174.jpg

 

 

 

Sette Sowe di altri tre villaggi sono venute a trovare la madrina del nostro programma Ramatu Fornah (ex Sowe) chiedendole di far entrare le proprie figlie nel nostro programma.

La cosa che mi ha sorpreso è che queste donne erano proprio le Sowe che avevano fortemente criticato il programma quando lo abbiamo iniziato, e addirittura erano venute a dirci di interromperlo immediatamente!

Quali progressi nella mente di queste  persone!

 

 

 

 

 

 

Bondo 2011 099

 

 

 

 

 

 

Oggi abbiamo 205 bambine inserite nel nostro programma, e di questo passo certamente saranno 250 a settembre prossimo. O forse 300 se riusciamo a ricevere abbastanza aiuto... 

 

 

 

 

 

 

Dato che non ci é possibilie pagare la scuola a tutte le ragazze della Sierra Leone, ho pensato di sponsorizzare delle cerimonie bondo senza la mutilazione in vari villaggi vicino a Freetown, la capitale.

É tutto un programma parallelo ancora da esplorare.

Ne ho parlato con delle Sowe che mi sembrano molto interessate. Ho spiegato loro che se continuano a praticare le escissioni, quando la legge le contro le FGM (female genital mutilation) entrerá in vigore si troveranno fuori legge. Correranno il rischio di perdere tutto: la loro tradizione bondo, il loro statuto di donne rispettate, la loro fonte di guadagno oltre a rischiare anche la prigione.  

L'opzione che ho offerto loro é quella di continuare a fare le cerimonie bondo, peró come le stiamo facendo noi, mantenendo tutto il cerimoniale, tranne la mutilazione. Cosi la tradizione bondo che é molto bella e profonda rimane viva, le donne possono mantenere il loro status, i loro guadagni, non avere alcun problema con la legge e le ragazze conservare la loro integritá.  

 


 

Bondo-2011-003.jpg     

 

 

Siamo sempre alla ricerca di volontari che abbiano voglia di venire ad aiutarci qui in Africa, sia per organizzare la scuola, l'insegnamento e la formazione continua delle maestre locali, sia per i lavori di manutenzione degli edifici giá fatti che per la costruzione di una nuova semplice casa dove poter svolgere le future cerimonie.

 

E ancora, se c'é qualche donna che desidera entrare come me nella "Secret Bondos Society"... é un'esperienza formidabile, molto intensa e piena di emozione quella di mettervi di fronte alla potenza della forza femminile.

 

Un caro abbraccio a tutti e mille grazie per tutto il vostro aiuto,

 

Michèle

 

 

Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Samedi 13 novembre 2010 6 13 /11 /Nov /2010 13:25

Quante emozioni durante quest'ultimo viaggio!

Sono partita con Renata, una magnifica amica. Abbiamo lavorato come pazze ma i risultati alla fine sono stati veramente positivi. Piú di 200 giovani ragazze sono state salvate dalla mutilazione genitale!

 

2010 0052Il nostro arrivo a Masanga é stato molto emozionante.

Tanti bambini del programma, tra cui molte bambine, ci stavano aspettando per festeggiare il nostro ritorno, con canti e danze.

 

Ad aspettarci c'era anche Ramatu Fornah, la madrina del programma, le quattro insegnanti e molte piú mamme che negli altri nostri arrivi. Credo che questa accoglienza sia dovuta anche grazie alla mia nuova posizione di donna Bondo, ottenuta durante il rito a cui ho partecipato in febbraio.

Un lungo e festoso corteo con musica e danze ci ha accompagnato alla nostra casa.

 

Mentre passavamo davanti alla casa del capo villaggio, che era morto solo il giorno prima del nostro arrivo, ho vissuto un sentimento di grande tristezza. Avrei voluto potergli stringere la mano un'ultima volta perché era una persona veramente molto bella e che stimavo. Ho chiesto, inutilmente, che smettessero di fare musica per rispetto al capo defunto, ma invece tutti hanno voluto che la festa per il nostro arrivo continuasse.

 

Ho portato ed offerto un sacco di riso in omaggio al rito funerario, e dai miei occhi sono scese delle lacrime di commozione davanti a tutta la gente che mi festeggiava. Uno degli anziani del villaggio adf un certo punto ha detto di aver visto qualcosa nei miei occhi, e che questo mi faceva diventare una figlia di Masanga...

  Octobre-2010-236.jpg

 

 

Renata é stata infaticabile ed ha lavorato ogni giorno nella nostra scuola che ora é composta da da 4 classi ognuna con 16 allievi. 2 classi di materne, 1 classe preparatoria ed una di 1 elementare.

Renata con la sua competenza ha integrato nel sistema pedagogico la componente psicologica: la relazione insegnante/allievo, la tenerezza, l'ascolto, il rispetto dell'altro e la fiducia in se stessi! Un vero successo!!!

 

Insieme abbiamo organizzato la ripresa delle lezioni scolastiche di inizio anno accogliendo tutte le bambine accompagnate dalle loro mamme, oppure dalle nonne che spesso le hanno in affidamento. Abbiamo fatto ad ognuna di loro la foto e controllato le loro condizioni di salute.

 

 

Ho poi organizzato il rientro a scuola degli 87 allievi che frequentano le due scuole elementari di Masanga, e dei 56 allievi che, abitando troppo lontano, frequentano le scuole dei loro villaggi. E poi anche dei piú grandi che frequentano le scuole secondarie e tecniche.

Ad oggi abbiamo 259 allievi inseriti nel programma, e tra questi piú di 200 sono le bambine salvate dall'escissione.

É un lavoro enorme e faticoso ma solo facendo questo, io e le mie amiche collaboratrici, abbiamo la certezza che questi allievi frequentano la scuola e possiamo essere sicure che i soldi ricevuti per i programmi di adozione servono veramente e sono stati utili.

 

 

 

Ramatu-F-jpgYa Ramatu Fornah, ex mutilatrice ed ora mia preziosa collaboratrice, mi ha chiesto di poter controllare l'integritá di tutte la bambine. Ha saputo che ci sono state cerimonie Bondo nei villaggi vicini e vuole essere sicura che nessuna delle nostre protette vi abbia partecipato.

C'era giunta voce che una di loro, nel villaggio di Mathora, fosse stata mutilata dopo essere stata accolta nel nostro programma. Siamo passate un giorno dalla sua scuola e ... ancora adesso sento i brividi nel mio corpo ... solo vedendo Rosalyne ho sentito che ... era persa!

Come previsto dal nostro programma, sono stata costretta a far uscire dal nostro programma tutte le ragazze del suo villaggio. Questa é stata una decisione per me molto sofferta, ma sono consapevole che se non lo avessi fatto avrei perso la mia credibilitá e avrei lasciato spazio ad altre iniziative di questo genere.

Ya Ramatu stessa mi ha sostenuto nella mia decisione di non lasciarmi commuovere e cedere.

Il capo villaggio di Mathora é venuto lui stesso a scusarsi chiedendomi di non far uscire le ragazze dal programma, seguito poi dalle madri, ma sono stata ferma nelle mie posizioni.

Questo ha provocato un gran parlarne dappertutto facendolo diventare un esempio negativo, da non seguire, per tutti. 

Per un po' penso che questo mi lascerá tranquilla rispetto ad altri episodi simili.

Ma come in tutte le situazioni tristi, c'é anche un risvolto positivo perché ci sono stati altri due nuovi villaggi che sono entrati nel programma: Matam e Malongba.

 

Les-Femmes-de-MBM--1-.jpgQuindi da 9 villaggi facenti parte del programma, adesso siamo arrivati a 10. Ya Ramatu mi ha chiesto di poterne inserire altri due della sua sezione per il prossimo mese di settembre.

Continua a ripetere a tutti che la vera chiave é l'educazione!

É veramente cambiato molto da quando abbiamo timidamente iniziato con questo programma! Ora sono i villaggi che vengono da noi a chiederci informazioni e ci chiedono di partecipare.

 

Abbiamo passato giornate intere  a visitare i villaggi, incontrare le ragazze e le loro famiglie per spiegare le regole del programma e le condizioni di ammissione. Ricordo sempre che lascio a loro la scelta, ma che se intendono aderire al programma le regole devono essere scrupolosamente rispettate. L'esperienza di Mathora viene ricordata ed aiuta ad affermare la serietá del programma.

 

Mi presento come Chéma Ruko, il mio nome da donna Bondo, per aiutarli a ricordare quanto siano importanti le tradizioni e la loro conservazione, ma anche che questo non ha nulla a che fare con la mutilazione delle ragazze.

Parlo loro della "New Bondo Style", cerimonia Bondo senza utilizzo delle mutilazioni che ho introdotto a febbraio 2010 con 95 bambine, e della sua importanza.

Quando mi dicono che una donna senza mutilazione non é una donna seria, dico loro che se gli uomini imparano a trattare bene le loro donne facendo l'amore con loro con rispetto e tenerezza, non hanno bisogno di cercarsene altrove. Questo normalmente é un discorso tabú, ma io mi permetto di farlo in modo del tutto naturale. Octobre-2010-310.jpg

 

 

Sono venuta a conoscenza che, centinaia di anni fa, era stata una donna a creare la Bondo Society. Si chiamava Mamy Yoko e la sua missione era quella di insegnare alle giovani donne ad occuparsi di una famiglia, di un marito, dei figli, della medicina tradizionale, dei balli e dei canti tradizionali, ecc. ecc.

Ma non ha mai affermato che era necessaria la mutilazione.

Questa é una pratica che é apparsa successivamente, ma mai nessuno é stato in grado di dirmi quando, dove e perché.

Con il mio programma permetto un ritorno alla sorgente della loro cultura, ed aver scoperto questo mi permette di essere ancora piú credibile nelle mie argomentazioni contro l'escissione.

Tutto ció é perfetto!

 

Ya Ramatu, ex Ya Sampa, che ha voluto riprendersi il suo nome di nascita dopo una cerimonia in cui ha rinunciato al suo privilegio/diritto di praticare le mutilazioni, chiede di poter fare le cerimonie senza mutilazioni ogni anno, per permettere alla mentalitá della sua gente di cambiare poco alla volta. É una donna molto intelligente!

 

Visto il successo del programma é indispensabile che riesca a trovare delle persone che, in forma di volontariato, abbiano voglia di lavorare sul posto con noi, perché in caso contrario non so se saró piú in grado di gestire il tutto. Non vogliamo assumere un coordinatore locale, perché questo ci costerebbe troppo denaro. Abbiamo giá tentato questa esperienza ed é stata fallimentare.

Dunque, se siete interessati e vi sentite coinvolti dal nostro progetto, avete del tempo a disposizione, pazienza e voglia di avventure ed esperienze forti, siete i benvenuti tra noi! Rowalla--7-.jpg

 

 

 

 

Siamo sempre alla ricerca di un mezzo fuoristrada 4X4 per poter effettuare le visite ai villaggi. Se qualcuno di voi é a conoscenza di una buona occasione e ci vuole aiutare, vi ringrazieremo di cuore.

 

Grazie di cuore a tutti voi che continuatre a sostenerci.

 

Michéle

Par Michèle M. - Publié dans : Programma generale
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Vendredi 7 mai 2010 5 07 /05 /Mai /2010 02:48

Questo è un riassunto della riunione che si è svolta con i capi del distretto di Tonkollili, il capo sezione e le Sowers, donne Bondo che praticano le mutilazione genitale femminile.

E' stata fatta durante una grande cerimonia Bondo a Rogbeshe il 17 aprile 2010.

 

Erano presenti:

 

Pa Singbie - Capo sezione di Rogbeshe


Na Socco - la grande capo delle mutilatrici che lavora e abita in Magburaka


Ya Sampa - ex-mutilatrice ed ora madrina del nostro programma “MEA”, di Masanga


Na Roukkoh - mutilatrice, di Kholiffa

 

Michael Fodé Cissé - coordinatore MEA


Susan Conteh - rappresentante dei diritti umani e della protezione e diritti dell'infanzia, di Magburaka.

 

 

Susan Conteh dà il benvenuto a tutti e apre la discussione:

Oggi siamo qui per parlare dei diritti dei bambini.

Io ho subito la mutilazione. Ora ho tre figlie che non farò mutilare. Mai potrò far fare questo alle mie bambine. Ci sono troppi svantaggi e complicazioni nel fare l’escissione.

Tutte le donne che l’hanno subita devono esserne messe al corrente. Vi incorraggio, voi donne Sowers che praticate le mutilazioni, a riflettere bene e a mettere fine a questa pratica.

Ringrazio il mio fratello Michael e sua moglie per averci aiutato, costruendo una scuola per salvare le bambine. E' la prima del paese. Dobbiamo aiutarvi e spero che lo Stato vi incoraggerà e metterà questa scuola al numero 1.

Bravi!

 


Michael Fodé Cissé, coordinatore MEA in Masanga.

E' una buona cosa preservare le nostre tradizioni, però bisogna stare attenti a mantenere le buone e assolutamente eliminare le cattive. Se le Sowers continuano a fare delle cerimonie SENZA praticare le escissioni non perderanno il loro lavoro.

Non siamo qui per criticarle o per giudicarle, ma per far rispettare i diritti dei bambini. Dobbiamo lasciare il tempo alle nostre donne di scegliere se la vogliono fare o no.

Se io avrò delle bambine non le farò mutilare.

Per permettere che un paese si sviluppi bisogna anche accettare dei cambiamenti. Avete Susan come esempio, che è mutilata ma non lo ha fatto fare alle sue figlie.

Voglio anche ricordare che dal punto di vista medico è stato dimostrato che questa pratica è la causa di tante dolorose complicazione per la salute della donna.

Ringrazio tutti della vostra collaborazione.

 


Pa Singbie, capo sezione di Rogbeseh.

Grazie a Michael e alla sua nobile donna per quello che hanno fatto nella mia sezione.

Non è facile far smettere questa pratica in un giorno, ma sono sicuro che funzionerà.

Vi dò tutto il mio appoggio senza chiedervi niente. Che il vostro programma funzioni e che nessuno osi toccare le bambine che ne sono iscritte.

Lavorerò con Ya Sampa e le altre Sowers (mutilatrici) per aiutarle a far diminuire la pratica della escissione. Avete il mio sostegno e sarò qui a vostra disposizione in ogni momento.

Saluto Michèle e tutte le persone che ci stanno aiutando.

L’educazione è una chiave importante che offre molte opportunità in questo mondo.

Ho una sola richiesta da farvi: vorrei tanto una scuola identica nel mio villaggio, Rogbeshe, capoluogo del distretto.

Grazie.

 


Ya Sampa, madrina del programma in Masanga.

Tanti saluti a tutti. Sono la madrina di questo programma. Non sono mai andata a scuola, non ho nessun diploma e l’unico mestiere che mi ha permesso di vivere giorno dopo giorno era quello del praticare le mutilazioni.

Vi assicuro che ho completamente smesso di fare questo, e che onorerò il mio ruolo di madrina di questo programma. Durante una cerimonia ho restituito tutti i miei attrezzi di Sowers.

Ho ritrovato il mio nome di nascita: Ramatu Fornah.

Voglio sostenere questo programma con tutte le mie forze. Il futuro di queste bambine mi interessa moltissimo. Sono felice per questa scuola e per tutto il materiale pedagogico che è stato messo a disposizione.

Ringrazio Michael e Michèle per il loro lavoro.

 


Na Socco di Magburaka.

Buongiorno. Sono Na Socco, la donna più potente della regione.

Sono assolutamente decisa a smettere con questo mestiere. Ora faremo sempre più spesso delle cerimonie senza la pratica delle mutilazioni, come quella che abbiamo fatto a Masanga con Michèle, Reta e le 95 bambine.

Conosco bene Michèle e Michael di Masanga. Da oggi sono dalla vostra parte e pronta a sostenervi ovunque. Se siete pronti, l’anno prossimo potremo fare un’altra cerimonia Bondo senza la mutilazione e verrò volentieri per condurla.

Tutte le bambine che sono nel vostro programma sono protette, che nessuno le tocchi!

Grazie per il vostro lavoro e per questa stupenda scuola a Masanga.

 

 

Pa Alie Kamara, il capo di Masanga è gravemente malato.

Dice che ci sostiene completamente. Ringrazia Michèle e Michael e tutto il team MEA per la costruzione di questa scuola.

 

 

Il Paramount chief, capo primordiale che dirige il distretto di Tonkollili, è venuto trovare Michael il 18 aprile a Masanga.

 

Si congratula con noi per il lavoro che stiamo facendo e per la costruzione della scuola materna. Promette che ci sosterrà e che si mette a nostra disposizione per risolvere ogni eventuale problema che dovessimo incontrare durante lo sviluppo del progetto.

Lui ed il suo popolo amano il nostro programma e lo sosterranno a tutti i costi ed in ogni momento.

Ringrazia infinitamente Michèle e tutta la squadra MEA svizzera.

 

 

Michael, 27 aprile 2010

 

Par Michèle M.
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Jeudi 6 mai 2010 4 06 /05 /Mai /2010 13:07
A fine ottobre Michèle è tornata da Masanga. La scuola è terminata. E' frequentata da quattro classi ed ognuna accoglie 16 allievi.  Ci sono quattro maestre che le seguono.


 
QUESTE BAMBINE SONO IN ATTESA DI ADOZIONE PER ESSERE SALVATE DALLA MUTILAZIONE:
 

          
   
Kadiatu-Conteh-3--MEA-A.jpg
Kadiatu Conteh 3, 2005. Masanga.
M-Balu-Kamara-MEA--A--2-.jpg
M’Balu Kamara, 2005.
Hawanatu-Koroma-a--3-.jpg
  
  
  
  
  
  
Hawanatu Koroma, nata nel 2002. Vive a Masanga ed ha cominciato la terza classe elementare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Marie Kamara 2 28.10 (1)
 
 
 
 
Marie Kamara 2, née en 2002. Quarta elementare.          
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fatmata-Fornah-28.10-109--3-.jpg
Fatmata Fornah, nata nel 2003. Vive nel villaggio di RogbomLine. Frequenta la seconda classe elementare.
      
Isatu-Fornah-RBL.jpg
Isatu Fornah, nata nel 2004. Vive a RogbomLine, un piccolo villaggio prima di arrivare a Masanga. Ha cominciato a frequentare il primo anno nella scuola del villaggio.
Hassanatu-Kamara-B2--1-.jpg
Hassanatu Kamara, 2005. Vive a Makarr con la zia. seconda elementare.
Kadiatu-Sama--2-.jpg
Kadiatu Sama Koroma, 2004. terza elementare.
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Kadiatu Conteh 3, nata nel 2005. Vive a Masanga ed ha cominciato l'asilo nella nostra scuola.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mamusu-Fullah-28.10-178.jpg
Mamusu Fullah, nata nel 2004. Vive a Mabereh e cammina tutti giorni per piu di un'ora per arrivare alla scuola di Masanga. Frequenta la seconda elementare.
Adamsay-Kamara-2-MEA-B1--2-.jpg
                       
    
           
Adamsay Kamara 2, 2006. Vit à RogbomLine. Vient de commencer l'école enfantine classe B1 dans notre école.
Mamusu-Kanu--2-.jpg
Mamussu Kanu, 2006. Madre: Ramatu Koroma. Padre: Mohamed Kanu. Vive in Masanga.
Finisce il primo anno nel nostro asilo.
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Aminata Tholley, 2006. Vit à Mabereh. Vient de commencer l'école enfantine classe B1 dans notre école.
Yayoh.jpg
Yayoh Kadiatu Koroma,2006. Vit à Masanga.
Elle vient de commencer la 1ère année enfantine dans notre école.
Isha-Sesay-B2--3-.jpg
Isha Sesay, 2005. Elle vit à Masanga avec ses parente.
Elle est en 2ème enfantine dans notre école.
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M’Balu Kamara, 2005. Mother: Fatmata Bangura. Father: Abdul Kamara.. Masanga
Kadiatu-Koroma-3-B2--1-.jpg
Kadiatu Koroma 3, 2005. Vit à Mabereh avec sa grand-mère Kadiatu Koroma. A commencé la 2èm enfantine dans notre école.
Wumu Fullah B1
Wumu Fullah, 2006.Vit à Masanga. Elle a commencé la 1ère année enfantine dans notre école.
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Fatu Kamara 2, 2005. Mother: Sirah Sesay. Father: Ibrissa Kamara. RogbonLine. Vive conm la nonna Yeno Koroma.
Kadiatu-Kuyateh-B2--2-.jpg
Kadiatu Kuyatteh, 2005. Son père est décédé. Elle vit à Mabominah avec sa maman. Est en 2ème enfantine dans notre école.
Mahawa-Conteh-B2--2-.jpg
 
 
 
 
 
 Mahawa Conteh, 2006. Vit à Mabereh. A commecé la 2ème année enfantine dans notre école. ^
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Michèle Kalom, 2005. Vit à Masanga avec sa mère et vien de commencer la 2ème année enfantine dans notre école.
Musu-Bangura-MEA--B2.jpg
Musu Bangura, 2006. Vit avec ses grand-parents à Makarr. 2ème année enfantine.
Yeabu-Bangura--1-.jpg
Yeabu Bangura, 2005. Elle vit à Mabereh avec ses parents et est en 2ème enfantine dans notre école.
Namina-Tarawallie.jpg
           
Namina Tarawallie, 2005. Vit à Mabominah. Elle a commencé la 2ème année dans notre école enfantine.
 
 
 
 
 
 
 
 
Riparto a Masanga il ad ottobre 2012 e spero di potere accettare altre 100 bambine che cosi saranno salvate dalla mutilazione.  
   
Adottando una di queste bambine la salvate dalla pratica della mutilazione genitale e nello stesso tempo offrite loro la possibilitá di ricevere un'educazione scolastica.
 
Come fare?
Basta contattare Michèle all'indirizzo:  meamasanga@gmail.com e comunicarle quale delle bimbe in adozione vi ha procurato un tilt al cuore.
Se non riuscite a scegliere, Michèle lo fará per voi.
Volendo potete anche semplicemente adottare il programma per sostenerlo con le vostre offerte.
Michèle vi invierá un documento con la foto ed i dati della bambina.
La quota minima di partecipazione al programma di adozione é di Frs 30,00 (Euro 20,00) al mese.
Potete scegliere di versare le quote del programma a cui avete aderito con versamenti mensili, semestrali o annuali.
 
Coordinate bancarie in CHF:  
 
Banque Raiffeisen du Haut Léman
Grand-Rue 10
CH-1896 Vouvry
Suisse
 
Code Banque : 80588
CP Banque : 19-2664-3
CH29 8058 8000 0070 5123 0
 
A favore di :
Association MEA
Impasse de la Vigne 3
1898 St-Gingolph
Suisse
 
Coordinate bancarie in EURO:
 
Banque Crédit Agricole des Savoies
Evian (00044)
 
Banque: 18106
Guichet: 00044
Numéro de compte: 96724820937
Clé: 14
 
IBAN: FR 76 1810 6000 4496 7248 2093 714
BIC: AGRIFRPP881
 
Titolare: Association MEA Masanga Education Assistance
c/o Michèle Moreau
Impasse de la Vigne 3
CH-1898 St-Gingolph
Suisse
   
         
Ancora mille grazie da parte di queste bambine che, anche se ora non sono in grado di rendersi conto da che cosa sono state salvate un giorno, quando ne saranno coscienti, ve ne saranno certamente riconoscenti.
 
Michèle 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Par Michèle M. - Publié dans : In attesa di adozione
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